Pericolo fuga di gas: come diminuire il rischio e mettere in sicurezza gli edifici

bombola gas

 

 

Vi riportiamo qui un interessantissimo articolo scritto dall’Ing. Radiuk Raiko:

 

“Nella terra delle due Riviere, dopo i terribili fatti di Arnasco, dove una fuga di gas ha portato alla morte di 6 persone, l’Ordine degli Ingegneri ha fatto un’analisi sul rischio legato a questa forma di approvvigionamento energetico.

 

 

Nel 2015 nella sola Liguria sono stati 438 gli interventi per incidenti in appartamento dovuti a problemi con il gas e 178 per dissesti statici di vario tipo, come lesioni o addirittura crolli.

 

 

Nella maggior parte dei casi tradotti qua sopra, si è rilevato che i responsabili non erano dotati delle dovute precauzioni che il buon senso porta ad avere, come un rilevatore di gas e un estintore. Questi due apparecchi hanno un costo relativamente basso, sopratutto se paragonato al rischio di subire incidenti domestici, morte compresa. Un rilevatore di gas, ha un costo base di 30-40 €, acquistabile online e facilmente installabile da un professionista, un estintore base ha un costo di 30 €.

 

Consideriamo una spesa per un singolo appartamento di circa 100/150 € tra acquisto dei due oggetti e relativa installazione (non scelti nelle categorie base, ma leggermente superiori per avere una maggiore garanzia di efficenza), con una durata garantita di almeno un paio d’anni (gli estintori a schiuma sono da revisionare ogni 18 mesi, quelli a polvere ogni 36 e per quelli a CO2 ogni 60 mesi, mentre la garanzia di durata del rilevatore è data dalla società produttrice). 

 

Questa è una spesa che le normative attuali non prevedono come obbligatoria, ma il buon senso la consiglia, considerando che è proprio in casa e in auto che si verificano il 74% dei decessi dovuti a incendio.

 

L’Ordine degli Ingegneri appellandosi alla Regione Liguria, ha chiesto il suo intervento nella Conferenza Stato-Regioni perché venga reso obbligatorio il Fascicolo del fabbricato, cioè un documento obbligatorio a tutti gli immobili che contenga gli schemi degli impianti, una classificazione dell’eventuali problematiche, da quelle catastali, a quelle di salubrità, ecc…

 

E’ da diversi anni che i tecnici tendono ad aumentare la sensibilità relativa alle problematiche un’abitazione può avere. Spesso senza successo, sopratutto a livello politico.

 

 

Troppo spesso capita che il buonismo porti a convincerci che le nostre abitazioni siano sicure, questo finché un sisma non lesiona le pareti, un temporale non scoperchia il tetto, la troppa neve non fa crollare un solaio, l’eccessiva pioggia crea problemi alla fondazioni, una fuga di gas porta alla distruzione di parte dell’edificio… Anche se si può dire che tendenzialmente le abitazioni siano sicure nella maggior parte del loro periodo vitale, la filosofia attuale tende a considerare l’eccezionalità dell’evento dannoso attraverso calcoli probabilistici (o semi-probabilistici). 

 

 

In conclusione di questa mia, mi permetto di dare come consiglio di chiedere sempre una consulenza a tecnici abilitati nei rispettivi albi, poiché quelli di cui sopra sono argomenti di studio in continuo aggiornamento, con nuove nozioni che senza le dovute conoscenze è difficile comprendere e mettere in pratica. ”

 

 

Fonte: Condominio News

 


3A srl - via Piave, 120 - 17047 - Vado Ligure (SV)
P.I.: 01105870099 - Capitale sociale: 60.000 € i.v.



Design by AB Consulting